Chiesa della confraternita del Corpus Domini e di Santa Marta

La chiesa è in stile barocco, di forma rotonda, con grande coro, e sacrestia dal lato del Vangelo. Sempre sulla sinistra trovasi l’altare dedicato a San Giuseppe: in legno e di semplice fattura, è sovrastato da un bel dipinto, olio su tela, datato 1743 (attribuibile al Grasso) e raffigurante la morte del falegname di Nazaret, assistito da Gesù e dalla Vergine Maria.

Sul lato opposto della navata si trova un altro altare ligneo, dedicato a Santa Marta, (ma riadattamento di un altare del Rosario, come si evince dai tondi per i “misteri”), di bella e pregevole fattura con sculture, dorature, caratteristiche e peculiarità proprie dello stile lombardo, forse opera di minusieri biellesi di fine XVII secolo. La nicchia centrale contiene una bella statua lignea della Santa coeva, se non anteriore, all’altare stesso.

L’altar maggiore, anch’esso in legno e posto al centro dell’aula, contiene una pregevole statua del Cristo deposto.

Al centro del grande coro semicircolare, incastonato in una superba e maestosa cornice intagliata e dorata, troviamo uno splendido dipinto raffigurante le due Confraternite tra i Santi Lorenzo ed Antonio Abate.

Altrettanto degne di nota (anche se in cattivo stato di conservazione) le quattordici stazioni della Via Crucis; pregevole opera di pittore anonimo del XVIII sec.

Approfondimenti

In occasione della visita pastorale di Mons.De Villa nel 1751, in seguito al perdurare di una vecchia diatriba tra le Confraternite del Corpus Domini e di Santa Marta, il vescovo con suo decreto riuniva le due in un’unica Confraternita denominata del “Corpus Domini e di Santa Marta”.

Nello stesso anno il marchese Ludovico Birago, su progetto di suo fratello Ignazio Birago di Borgaro(12) architetto di Corte,faceva costruire a sue spese, come promesso, per la neonata Confraternita

la nuova chiesa, sulla cui facciata si legge in latino: ”A Dio ottimo massimo – il conte di Vische – la solenne promessa – adempiendo – colla munificenza dell’alto suo grado – pari alla nobiltà dell’impegno assunto – questo tempio più sontuosamente fece costruire – 1756”.

La chiesa è in stile barocco, di forma rotonda, con grande coro, e sacrestia dal lato del Vangelo. Sempre sulla sinistra trovasi l’altare dedicato a San Giuseppe:i n legno e di semplice fattura, è sovrastato da un bel dipinto, olio su tela, datato 1743 (attribuibile al Grasso) e raffigurante la morte del falegname di Nazaret, assistito da Gesù e dalla Vergine Maria.

Sul lato opposto della navata si trova un altro altare ligneo, dedicato a Santa Marta, (ma riadattamento di un altare del Rosario, come si evince dai tondi per i “misteri”), di bella e pregevole fattura con sculture, dorature, caratteristiche e peculiarità proprie dello stile lombardo, forse opera di minusieri biellesi di fine XVII secolo. La nicchia centrale contiene una bella statua lignea della Santa coeva, se non anteriore, all’altare stesso.

L’altar maggiore, anch’esso in legno e posto al centro dell’aula, contiene una pregevole statua del Cristo deposto.

Al centro del grande coro semicircolare, incastonato in una superba e maestosa cornice intagliata e dorata, troviamo uno splendido dipinto raffigurante le due Confraternite tra i Santi Lorenzo ed Antonio Abate.

Altrettanto degne di nota (anche se in cattivo stato di conservazione) le quattordici stazioni della Via Crucis; pregevole opera di pittore anonimo del XVIII sec.

 


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