VISCHE

Paese in provincia di Torino, situato sulle ultime propaggini dell’anfiteatro morenico di Ivrea  e delimitato ad est dal corso della Dora Baltea, che lo separa dalla provincia di Vercelli, ad ovest il suo territorio è lambito dalle acque del Lago di Candia.

Altitudine: 243 m s/m – Superficie: Kmq.16,91

Abitanti:vischesi tot.1345

Frazioni: Batuello, Cafasso, Luisina, Mombello, Moncucco, Monessa, Ova, Pratoferro, Putetto e Viscano

Comuni limitrofi: Vestignè, Borgomasino, Moncrivello, Villareggia, Mazzè ,Strambino, Candia C.se

Distanza da Torino: Km.40

Autostrada: A4 Rondissone – A5 San.Giorgio

Festa Patronale: San Bartolomeo; si festeggia l’ultima domenica di agosto

Mercato: Mercoledì

L’economia di Vische è basata principalmente sull’agricoltura, il territorio del comune produce soprattutto mais, anche se ultimamente hanno trovato spazio anche alcune realtà di industria medio-piccola. Una parte degli abitanti è stabilmente impiegata in attività industriali, sia nelle zone limitrofe che ad Ivrea e Torino.

Le attività commerciali sono rappresentate da una varia presenza di negozi, sia alimentari,sia merceologici, che di servizi, e di botteghe artigiane.

Ristoro: Esistono tre locali:

  • Bar Pizzeria-Ristorante “Da Dindo”
  • Bar Ristorante “Cavallo Bianco”
  • Ristorante “A cà del Silva”

Specialità alimentari:La cucina è semplice e si basa su ricette contadine, dove i prodotti della terra sono gli ingredienti base per offrire una piacevole riscoperta dei “sapori di una volta”. Tipici sono gli insaccati, fra cui il “salam d’patata”, ed i derivati del maiale, come: “l’piotin” e “l’preve”(cotenna insaporita con erbe e droghe, arrotolata e legata), indispensabili nella preparazione dei “fasoej gras”cotti nella tipica “tofeja”. I dolci sono presenti con le “paste d’melija”, dolci a base di farina di mais che bene accompagnano il vino “Passito”, prodotto localmente dal vitigno D.O.C.Erbaluce con metodo tradizionale.

Approfondimenti

STORIA DI VISCHE

Nonostante nel suo territorio sopravvivano ancora due luoghi con toponimi di derivazione sicuramente romana (Fraz.Viscano e Reg Marmarolo,da “Marmoreolum Palagium,ovvero una stazione di cambio cavalli con albergaggio sulla strada Eporedia-Quadrata),il nome Vische deriverebbe dal tedesco GUISCHE=”guizzar di pesci” e fu di probabile fondazione Sveva (447-450 d.C.);i quali,battuti e in fuga dai Borgognoni,si fermarono in questi luoghi elasciarono tracce della loro presenza nel toponimo della  cascina “Luisina”,da essi denominata “Suavia”,e tutt’ora appellata “Savoia”.

Le prime notizie certe risalgono però al 1003 con l’atto di donazione al Vescovo Warmondo da parte dell’arcidiacono Tedeverto.

L’amministrazione vescovile cessò nel XII sec.ed il paese passò ai Signori di Barone (vedi documento del 1252).

Nel corso del 1300 i Conti di San Martino (probabilmente non una nuova casata,ma gli stessi Di Barone che assunsero la nuova denominazione),di parte guelfa ed opposti al ghibellino Marchese di Monferrato,videro il territorio di Vische saccheggiato,una prima volta il 13/7/1339 da parte delle “barbute”(soldati medievali a piedi o a cavallo) del condotti erodi ventura “Malerba”,ed ancora,nel 1382,da parte di Antonio,Signore di Mazzè.

Nel 1528 i vischesi,con l’aiuto degli abitanti di Crescentino loro alleati,si sollevarono contro i feudatari e stipularono con essi un patto di alleanza che dura tutt’oggi.

Il casato dei San Martino di Vische si estinse nel 1586 con la morte del Conte Lorenzo ed il feudo passò ai Marchesi Birago,che lo tennero sino al 1895,quando morì l’ultimo discendente senza lasciare eredi.

La sua posizione,vicino al guado che attraversava la Dora unendo le provincie di Ivrea e Vercelli,lo pose alla mercè delle armate che lo attraversarono durante le lunghe guerre,che coinvolsero il Piemonte nei secc.XVI e XVII,tra Francia e Spagna prima e tra “madamisti” e “principisti”(sostenitori di Maria Cristina di Francia,la “Madama Reale” i primi e dei cognati “Cardinal”Maurizio e Principe Tommaso di Savoia i secondi) poi;riducendo il paese alla fame ed alla distruzione.

Dopo la vittoria delle armate sabaude contro i francesi nel famoso assedio di Torino del 1706,Vische conobbe un periodo di pace e stabilità economica,tanto che il marchese Ludovico Birago impiantò,nel 1756,una fabbrica di porcellane e maioliche (una delle uniche tre sorte in Piemonte;dopo Torino e Vinovo)che purtroppo fallì dopo soli tre anni.

Dopo la parentesi napoleonica e l’Unità d’Italia il paese seguì le vicende piemontesi;del Regno Sabaudo prima e della Repubblica poi,sino ai giorni nostri.

Nel 1919 l’Amministrazione Comunale e la locale Cassa Rurale (ora Banca del Canavese)riuscirono ad ottenere dall’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino,che ne era divenuto proprietario per testamento,la vendita diretta della cascina e dei terreni circostanti la Tenuta Savoia dei marchesi Birago ed il loro frazionamento ai contadini vischesi,che da generazioni vi avevano lavorato,i quali ne divennero finalmente proprietari allontanando dal paese lo spettro della fame e dell’emigrazione.


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