l'ORO del ghiacciaio

Il giacimento aurifero di Mazzè è un deposito secondario creato dal ghiacciaio Balteo mediante il trasporto di materiale aurifero prelevato dai depositi primari del Monte Rosa, poi depositato sul lato esterno dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea. Gli eventi di espansione e ritiro del ghiacciaio si sono susseguiti fra i 900.000 e gli 11.500 anni fa, quando infine lo sfioratore glaciale divenuto la Dora Baltea, con varie fasi di prelievo e deposito, ha dato consistenza al giacimento, ripartendolo sulle due sponde del fiume, creando cosi i presupposti per il suo sfruttamento. Complessivamente l'area interessata dall'aurfodina (lavaggio aurifero) sul solo versante di Mazzè, aveva una superficie di circa 1,5 Kmq., con possibilità di sfruttamento dall'altra parte del fiume nel Comune di Villareggia. Il placer, della potenza media di circa 80 cm, era collocato alla quota di circa 240/245 mt s.l.m. (ora la Dora Baltea scorre 30/35 metri piu' in basso) e la parte meglio conservata, ovvero quella di cui è auspicabile il recupero perché più evidenti le tracce della antica attività estrattiva, risulta essere quello tra la provinciale Mazzè-Villareggia e la cava Campagnetti, in regione Bose/Rèsia. I giacimenti auriferi di Mazze furono sfruttati dapprima dai Salassi, popolazione celto-Ligure stanziata in Valle d'Aosta e Canavese, e quindi dai Romani, dopo l'occupazione della regione fra II e I secolo A.C. Contemporaneamente venivano sfruttate le aurifodine della Bessa, sul versante biellese della Serra d'Ivrea, come si intuisce dalle analogie geo-morfologiche del paesaggio. Si stima che nell'attività estrattiva possono essere state impiegate annualmente 1000/1500 persone e la risultanza complessiva della miniera durante tutto il corso della sua attività, dovrebbe essere stata di circa 15/20 tonnellate d'oro. Dopo la cessazione dell'attività estrattiva da parte dei romani, circa 2000 anni fa, l'area di Mazzè venne ancora sfruttata episodicamente fino ad età moderna, come ricorda la tradizione popolare locale.

Per ogni riferimento ed approfondimento:

http://www.mattiaca.it/aurifimcart/aurifodinnea.htm



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