Mazzè

Mazzè (Massè in piemontese) è un comune di 4.177 (Istat anno 2010) abitanti della provincia di Torino attraversato dal fiume Dora Baltea.

Centro noto per l'antico castello situato su Colle San Michele e affacciato sull'ampia ansa della Dora Baltea che scorre ai piedi della rupe. Comprende le frazioni Barengo, Casale e Tonengo. Il territorio è suddiviso in due parrocchie della Diocesi di Ivrea: SS. Gervasio e Protasio (Mazzè capoluogo e frazione Barengo per un totale di circa 2.000 parrocchiani) e S. Francesco d'Assisi (frazioni Tonengo e Casale per un totale di circa 2.200 parrocchiani).

Il toponimo della località posta ai confini occidentali del Canavese ha origini ancora da chiarire; due sono al momento le possibili ipotesi:

  • La prima è legata al ritrovamento nella pavimentazione della chiesetta dedicata ai Santi Lorenzo e Giobbe, antica parrocchiale di Mazzè, di una lapide funeraria di epoca imperiale dedicata ad un Seviro [ il sevirato rappresentava una sorta di carica municipale (magistratura), nell'ambito del culto legato all'imperatore ], Macionis è il nome che si legge sulla lapide, che avrebbe fornito, con le varie modifiche maturate nel tempo, la base all'attuale denominazione del luogo.
  • La seconda ipotesi sposterebbe l'origine del nome ad epoca celtica, ricordiamo che gli antichi abitanti del territorio prima dell'arrivo dei romani erano di origine celto-ligure; il vocabolo celtico sarebbe stato Mattiacu.

Giandomenico Serra insigne studioso di cultura e tradizioni canavesane nonché glottologo nel suo libro Contributo toponomastico alla Descrizione delle Vie Romane e Romee nel Canavese confermerebbe questa teoria, facendo derivare il termine da Mattiaca, la divinità celtica della guerra e dell'oltretomba e signora dei guadi, nota in Irlanda con l'appellativo di Morrigan (nome a noi noto nella traduzione di "Morgana"). A sostenere tale teoria vi è anche il fatto che a Mazzè vi era in antico l'unico guado praticabile sulla Dora Baltea verso la pianura vercellese, a meno di non voler transitare da Ivrea proseguendo poi verso il Lago di Viverone.


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